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sabato
8 settembre 2007 – Mostra Nazionale del Cavallo di Città di Castello
L'uso
del cavallo a scopi terapeutici risale a Ippocrate (400 a.C.) che lo
proponeva per curare l'insonnia e, nel corso del tempo, ha trovato
applicazione nella cura di patologie anche molto diverse tra loro. In
Italia, in epoca relativamente recente, l'ippoterapia - ovvero l'insieme
di attività praticate con il cavallo a fini terapeutici - è stata
riconosciuta come strumento terapeutico efficace, soprattutto nella cura
di disabilità e di problemi psichici. L'attività equestre, infatti,
oltre a rinforzare le potenzialità muscolari e motorie, stimola la
memoria, l'attenzione e la concentrazione e, in disturbi come le
ipercinesie (sindrome ADD-ADHD), può portare a risultati notevoli (in
alcuni casi a guarigioni complete). L’intento dunque è quello di far
ritrovare medici e pedagogisti clinici, terapeuti equestri ed educatori
insieme alle famiglie e ai media per dare risposte, dissipare ambiguità e
abbattere pregiudizi rispetto a una patologia tanto delicata che riguarda
molti bambini, quasi 1 su 30.
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