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La
Mostra del Cavallo di Città di
Castello giunta
quest’anno alla sua 41° edizione,
ha radici antichissime, tanto da renderla il naturale riproporsi, in
tempi moderni, della tradizione equestre sviluppatasi, fin dai tempi
remoti, nei territori dell’Alta Valle del Tevere attraverso l’allevamento
del mulo e del cavallo da lavoro. La Mostra di Città di Castello ha infatti origine nell’Alto Medioevo
e precisamente nel 1032, quando, in onore del patrono San Florido, furono
promulgate delle solenni festività nell’arco delle quali si svolgevano anche due fiere di merci e bestiame.
Nel
XVII° secolo il clima profano che si instaurava in città a seguito di
questi tornei e giostre trovò però ostacolo nella rigorosa mentalità
della Controriforma, così che le feste vennero in parte soppresse e
sostituite con rappresentazioni teatrali e sfilate di carri a tema
religioso.
Con
la Rivoluzione Francese
fu poi interrotta ogni attività durante i festeggiamenti in onore di San
Florido fino a quando, nel 1827, le fiere del mese di novembre vennero
ripristinate. Si ricorda
che a queste partecipò subito una grande quantità
di bestiame tanto che nel 1831 accorse gente da tutte
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le città vicine del
Granducato di Toscana, della Romagna, delle Marche e dello
Stato Pontificio.
Per
tutto l’Ottocento e il Novecento le Fiere del Mulo e del Cavallo hanno
continuato a crescere influendo, in maniera notevole, sullo sviluppo
agricolo ed economico dell’Alta Valle del Tevere. Nacquero in questo
periodo, infatti, numerose botteghe di artigiani quali falegnami, fabbri,
sellai, maniscalchi e costruttori di carrozze.
Nei primi anni ’30 del secolo scorso la manifestazione era conosciuta
come “Mostra Mercato del Mulo”.
Sospesa per pochi anni nel periodo post bellico, la Mostra
di Città di Castello riprese poi vigore negli anni ’50 fino a quando,
nel 1967, con delibera del Consiglio Comunale, nacque l’attuale
“Mostra Nazionale del Cavallo”.
Nella metà degli anni ’70 la Mostra venne anticipata da novembre al
secondo fine settimana di settembre e trasferita alla sua ormai storica
sede, agli stabilimenti della FAT (Fattoria Autonoma Tabacchi di Cerbara),
dove tuttora si svolge.
Anno dopo anno, la Mostra è andata consolidandosi
definitivamente diventando un appuntamento che oggi è unanimemente
considerato un’interessante vetrina nel panorama nazionale ed
internazionale per quel che riguarda la valorizzazione dell’allevamento,
della zootecnia e delle attività equestri sportive e del tempo libero.
Il
successo crescente della Mostra, costruito attraverso una produttiva
collaborazione tra istituzioni pubbliche, organismi privati e praticanti
gli sport equestri, ha fatto inoltre maturare nuova passione e indotto
diverse forme di mercato e di attività economiche. È, questo, un segnale
di come la fantasia, la dedizione e l’impegno riescano a far tesoro
delle tradizioni, cogliendo gli elementi di continuità su cui fondare
nuove prospettive.
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